Sono le 5 del mattino credo. Mi sono svegliata da uno dei sonni inesistenti che ho in questo periodo.
Non uscire dal letto sembra un compromesso per non sentire la stanchezza.
Apro gli occhi sulla finestra, e sono lì...
Mi hanno dato il nome di una cosa bella...
Mi osservo cambiare colore e schiarire...Nascere... e ironicamente penso a quando da piccola, volevo diventare una ostetrica, chissà se l'idea mi era venuta vedendomi nascere dopo una notte insonne. L'ostetrica Alba.
La cosa bella di guardare l'alba è la percezione del tempo che scorre. Mi rassicura. E' di una dolcezza incredibile. E' in questo preciso momento che penso che forse, questo nome non mi si addica poi tanto.
Mi rassicura, dal nero, al blu, al blu più chiaro, al viola, l'indaco il rosa e poi luce.
Tutto dal silenzio si sveglia, e gli uccelli si chiamino uno dopo l'altro, di albero in albero e i fruscii delle piante e la terra... E' tutto lento, ma neanche poi tanto.
E poi il suono che per un attimo rompe tutto.
Dannata ferrovia.
Ferita, è una ferita.
Mi dirotta altrove.
Ripenso al libro di ieri e al relativo pianto di rabbia, ripenso a me e mi esce questa frase dalle labbra:
Sono un cerotto spray
che crea una invisibile protezione su una ferita
fintanto che essa non sia guarita
dopodichè...viene tolto, accartocciato e gettato.
Un cerotto spray, fatto per non essere notato più di tanto, per non dare fastidio, perchè faccia il suo dovere e poi gettato.
Come un altro giorno che viene. L'alba fa il suo dovere e via...
Della durata di "un pò". Della durata di una ferita "un pò profonda".
Cambio pensiero.
Forse è il camioncino dei netturbini a.k.a. operatori ecologici.
Lo sento caricare il cassonetto e poi andare via.
E penso al cerotto spray gettato. E una frase mi viene in mente:
Nella spazzatura si trovano le cose più intime per capire una persona.
Non ricordo se è una frase di un film, di una puntata di x-files o del tenente Colombo. Ma è vera.
Ma adesso c'è la raccolta differenziata.
Se prima si gettava tutto in un luogo.
Un luogo per raccogliere gli scarti di ogni uomo, famiglia. Le abitudini alimentari, le letture abituali, la posta scartata, le cose brutte nascoste infondo al sacchetto perchè non vengano mai trovate...
Ora c'è la raccolta differenziata.
E ogni uomo si trova difronte ai propri fantasmi. Costretto a scegliere la loro fine. Quella giusta.
E tutto viene diviso, e la sensazione di capire l'umanità attraverso le cose che getta via, non esiste più.
E' spersonalizzata.
E' omologata e differenziata. E tutti siamo uguali.
Mi chiedo quale sia il cassonetto giusto per un cerotto spray.
Mi chiedo, se potessi scegliere dove vorrei essere buttata.
E fra tutti, tutti i cestini colorati che esistono... Io vorrei essere lanciata in un cassonetto per le cose ingombranti. Uno di quelli senza coperchio. All'aria e alla luce..All'alba.
E' l'unico cassonetto in cui esiste la speranza che qualcuno ti recuperi.
Che poi infondo è solo una speranza. Ma le cose buttate là, durano di più.
E non mi dispiacerebbe avere almeno quella speranza.
Anche solo per la sensazione di "ingombro liberato" che si lascia addosso alla persona che getta via. Anche solo per quella sensazione, per sapere magari solo un attimo, che ero un ingombro che non passava inosservato.
Mi giro verso la mia borsa. Nel mio portafoglio ho un ingombro gettato, che ho recuperato. Tanti tanti anni fa. 10 anni.
C'è la fotografia di un uomo, che sembra una donna.
Le fotografie sono un ingombro enorme.
C'è lui li dentro vicino alla mia carta di identità.
E' il mio ingombro liberato, recuperato dall'abbandono. Che nessuno ha voluto. Tranne me.
E allora lo appoggio sulle mie cicatrici e sorrido.
Sono un po' già guarite.
E ora c'è la luce anche per oggi. E sono contenta, che in 10 anni quell'ingombro non mi sia mai pesato.
E lui c'è, nella mia carta di identità, gli offro un po della mia. Identità che in 10 anni e forse anche prima, lui non ha mai avuto.
Ed ora mi alzo
Il sacchetto del caffè nella plastica
Il fondo del caffè nelle piante.
Buongiorno a tutti i cerotti spray.
24 marzo 2010
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1 sputi:
fossero pure commestibili ...
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